NOTTE DELLA TARANTA 2026 UN ABBRACCIO ALLA STORIA DEL SALENTO E DEL MEDITERRANEO

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Torri costiere accese dal sole del tramonto o illuminate dalla luna, facciate di chiese barocche come Santa Croce e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Galatina ricamate dalla luce… Una scenografia profondamente emozionale che sembrava abbracciare l’arte e la storia del Salento e intrecciarla strettamente con i suoi canti tradizionali, ha fatto da sfondo alla 29ma Notte della Taranta, andata in diretta su Rai3 in prima serata, su Rai Radio2 e su San Marino Rtv, condotta da Ema Stokholma e Aurora Leone con il commento di Martina Martorano. La Notte della Taranta, organizzata dalla Fondazione Notte della Taranta, presieduta da Massimo Bray, è stata trasmessa per la prima volta anche da Eurovision. Maestro concertatore Ermal Meta.

Il Concerto ha sicuramente risentito dei ritmi imposti dalla Tv, ma è riuscito a coinvolgere i 150mila spettatori che hanno cantato e accompagnato con i tamburelli tutte le esibizioni, alternando momenti di spensieratezza a spunti di riflessione.

C’è un filo conduttore tra la Storia del Salento e del Mediterraneo tutto con la canzone composta e interpretata per la prima volta da Ermal Meta “Nu Simu Nienti”, dedicata agli albanesi che combattono sulle altre sponde dell’Adriatico per difendere un pezzo del loro Paradiso dalla speculazione edilizia, come sta avvenendo anche ad Ostuni ed è accaduto in Sardegna. Il messaggio è “Nu simu nienti… ma insieme siamo un’unica grande forza… sottolinea il maestro concertatore e autore prima di cantare la canzone.

EMOZIONI E COMMENTI

Il concerto aperto dall’esecuzione dell’Inno nazionale in omaggio ai primi 80 anni della Repubblica ha acceso anche una riflessione sull’importanza della Libertà: sono risuonate le parole del Padre costituente Piero Calamandrei, che ha ispirato il canto di Simone Frezza, Fior di Libertà, cantata da Alessandra Caiulo.

Alessandra Amoroso accende la piazza eseguendo Santu Paulu con l’energia di una salentina che non ha mai dimenticato le proprie origini. Lancia un appello in difesa delle donne vittime di violenza citando l’Associazione “Una Nessuna Centomila”. A lei il tributo convinto del pubblico con uno striscione di benvenuto “ALESSANDRA SEI A CASA”.

VEDI IL VIDEO (44.000 visualizzazioni in 6 giorni)

https://youtu.be/YhwLa-Izkxo

Intensa ed emozionante l’interpretazione di “Beddha Ci dormi” da parte di Levante.

VEDI IL VIDEO (1.500 visualizzazioni in tre giorni)

https://youtu.be/U8mrN6NiK0I

Welo trascina interpretando Core Meu, un incrocio tra i ritmi ancestrali della pizzica, contaminati con con rap e persino rock…

RIVEDI WELO (3.200 visualizzazioni in sei giorni)

https://youtu.be/R70TMuOMveE

Sayf offre un’interpretazione molto fedele di Menamenamo’.

SAYF VEDI IL VIDEO (5,9k in sei giorni)

https://youtu.be/5jo7DHKUcz4

Travolgente e appassionata l’interpretazione di Giulia Vecchio in “Ci vorrebbe una zitella” che a sorpresa accusa Beyoncé di essersi appropriata di un canto della tradizione per mettere in pista il suo “Single Ladies”, divenuto in poco tempo un successo mondiale, e ne ripropone testo e ritmo in dialetto salentino, scherzandoci su.

GIULIA VECCHIO IN CI VORREBBE UNA ZITELLA (2,8k in tre giorni)

https://youtu.be/fUoffxff4Dk

Cantando il Mediterraneo, dal Concertone vengono rilanciati anche i canti della Tradizione popolare arbresh. Superlativa l’interpretazione di Lule Lule da parte di Ermal Meta e di altri brani arbresh, che parlano di fierezza e identità culturale.

RIVEDI IL VIDEO dell’edizione 2025

https://www.youtube.com/watch?v=xTsEieXhp48&list=RDxTsEieXhp48&start_radio=1

STRAORDINARI I CANTANTI DELL’ORCHESTRA POPOLARE

Sempre straordinari, non si smentiscono mai i cantanti dell’Orchestra Popolare Consuelo Alfieri, Antonio Amato, Alessandra Caiulo, Salvatore Galeanda, Ninfa Giannuzzi, Stefania Morciano, Dario Muci, Enza Pagliara e Giancarlo Paglialunga che, hanno preso i tamburelli in mano, e mentre andava in onda il Tg della Notte, per evitare che i 150mila spettatori della piazza si annoiassero, hanno preso il tamburello in mano e hanno improvvisato una ronda che è piaciuto tanto. Viva la chiazza (viva la piazza, viva il concerto dal vivo) è stato il commento di uno di loro.

RIVEDI LA RONDA IMPROVVISATA PER I PUBBLICO PRESENTE SULLA PIAZZA (2k visualizzazioni ad oggi)

https://www.youtube.com/watch?v=u6fPZg4VjYE

Coinvolgente l’interpretazione di Ninfa Giannuzzi in Are Mu Rindineddha, l’inno della nostra terra.

VEDI IL VIDEO

https://youtu.be/aD0pYKxsOvo

La diretta Rai ha imposto al Concertone anche tempi morti per rispettare i vari passaggi, la messa in onda del Tg e i collegamenti con Rai Radio Due. La scelta di alternare un pezzo ritmato ad uno lento ha reso il concerto troppo prevedibile e ha interrotto il ritmo trascinante, coinvolgente e ossessivo della Notte della Taranta, nata da una musica, la pizzica, che fa muovere i piedi da soli e obbliga a ballare fino allo sfinimento.

Se la prima parte si è caratterizzata per giocosità e contaminazioni, la seconda parte è stata più allineata alla tradizione musicale salentina.

Tantissimi i giovanissimi presenti al concertone che si sono sottoposti al sacrificio di parcheggiare a tre chilometri di distanza pur di essere presenti. E dopo la Notte della Taranta, la Notte è andata avanti sino all’alba con le ronde in piazza a Melpignano e agli angoli delle vie: gruppi di tamburellisti si sono messi insieme per far ballare sino allo sfinimento, giovani e vecchi, turisti e salentini, ricchi e poveri in un’unica grande danza che come un cerchio, abbraccia e non divide. E’ questa l’Anima della pizzica.

Un evento unico al mondo in grado di catalizzare 150mila spettatori dal vivo in una sola notte, 809mila telespettatori sintonizzati su Rai3 e in eurovisione (share pari all’8,5) e che ha totalizzato ad oggi, 43milioni di visualizzazioni sui social e il web.

Ed ecco su you tube il commento del presidente della Fondazione Notte della Taranta Massimo Bray.

https://youtu.be/DFX1ccVEZKM