SOCIALISTA SINO ALL’ULTIMO RESPIRO E PROTAGONISTA DEL MOVIMENTO DELLE PRO LOCO IN PUGLIA- SCOMPARE ANTONIO CALIFATI

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Socialista fino all'ultimo respiro. Un garofano rosso appuntato sul petto e la foto del figlio tragicamente scomparso 30 anni fa con il sogno (anzi la certezza) di riabbracciarlo in Cielo… Se ne è andato così, a 86 anni, Antonio Califati, figura storica del socialismo in Puglia e dell’associazionismo delle Pro Loco. Lascia la moglie Teresa e il figlio Luca e la nuora Claudia che gli hanno dato l’adorato nipotino Andrea di 10 anni.

Era entrato in politica sin dal 1964 con il Psi, ricoprendo il ruolo di assessore a anche vicesindaco del Comune di Melendugno con l'onorevole Damiano Potì, al timone del Comune.

Da presidente del sindacato Uil - Uispa (produttori agricoli) e poi della Pro Loco, sua l'idea di fare nascere una delle prime sagre del Salento: La sagra dell'ortofrutta nel 1991, quando Melendugno viveva i tempi d'oro della produzione, raccolta e commercializzazione degli  ortaggi  nella cooperativa Rinascita Agricola di Melendugno. Coinvolgendo le sue concittadine e concittadini e con l'entusiasmo che lo caratterizzava era riuscito a portare la Sagra ad altissimi livelli, oggi riproposta dai volontari e dal nipote Donatello Bassi alla guida della Pro Loco.

“Onesto e limpido”, sottolinea il parroco don Salvatore Scardino, durante i funerali, nella chiesa madre di Borgagne gremita. “Non giudicava. Non divideva, ma univa… Aveva la rara capacità far sentire ogni persona importante con uno stile fatto  di discrezione e sensibilità concreta”.

Suo il merito di aver creato un vivaio di giovani ai quali ha lasciato il testimone dell'impegno politico.

Ambientalista convinto, coinvolgeva ogni anno i bambini e le bambine nella “Festa dell'Albero”, una serie di eventi che ha voluto racchiudere anche in un libro. Una volta andato in pensione dopo una vita di lavoro alle ferrovie Sud Est, si era dedicato al sindacato Uil - Uila (lavoratori agricoli).

La sua passione per la politica era totalizzante.   Ci aveva confidato. “Molto spesso trascorrevamo tutte le sere nella sezioni di partito a parlare dei grandi temi della politica sino a notte fonda, trascurando le nostre famiglie. Eravamo esagerati. Ora sento di amare ogni giorno di più mia moglie, la mia stella”.

Dedicato a Teresa la donna della sua vita.