NASCE DA MELENDUGNO LA PROPOSTA DI UNA RETE DELLE FESTE DEL FUOCO POTENTI ATTRATTORI CULTURALI E TURISTICI PER UN SALENTO “FUORI STAGIONE”

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Le feste del fuoco accendono l’inverno salentino e possono essere un potente attrattore culturale e turistico. Nasce da Melendugno la proposta da parte dei sindaci e dei comitati interessati alle Feste del Fuoco, di creare una Rete per promuovere il volto autentico del Salento, fuori stagione grazie alla lunga scia delle Feste del Fuoco. L’idea si è fatta strata domenica 25 gennaio in occasione del Focus Conferenza Stampa sul turismo degli eventi che si è svolta nel Nuovo Cinema Paradiso e che è stata organizzata dall’Infopoint Comune di Melendugno come ultimo evento della programmazione invernale, potenziata con i Poc 2021 – 2027 e coordinato dalla giornalista salentina Carmen Mancarella.

E’ stato un affascinante viaggio alla scoperta delle Feste del fuoco del Salento con la guida di sindaci, amministratori e presidenti dei comitati, appassionati e innamorati del territorio, la cui narrazione è stata aiutata dalla proiezione sul maxi schermo del cinema da video sull’accensione delle Focare e le grandi feste.

“Abbiamo dimostrato che il Salento può vivere di turismo 365 giorni l’anno”, commenta l’assessore al turismo del Comune di Melendugno, Francesco Stella, nell’aprire la conferenza stampa e nel dare il benvenuto ai colleghi amministratori e ai presidenti dei comitati organizzatori. “I dati dell’Infopoint di San Foca ce lo confermano. Ed è proprio il turismo lento e accessibile, con il CAMMINO DEL SALENTO di cui San Foca è prima tappa di arrivo, che ha fatto registrare il sold out alle strutture ricettive rimaste aperte”.

IL NOSTRO VIAGGIO E IL CALENDARIO DELLE FESTE DEL FUOCO

29/30 NOVEMBRE LA FOCAREDDHA DI SANT’ANDREA A PRESICCE ACQUARICA

Hanno aperto la conferenza stampa l’assessore al turismo e marketing territoriale di Presicce Acquarica, Natacha Pizzolante e il presidente del Comitato organizzatore, Romeo Corchia, che celebrano la prima festa del fuoco di tutta la Puglia: “Il 30 novembre in onore di Sant’Andrea accendiamo la focareddha che ogni anno assume dimensioni e forme diverse. Quest’anno ne abbiamo realizzata una a forma di carro armato per dire no alla guerra”, dice il presidente Corchia.

“Siamo fieri e orgogliosi dei nostri centri di Presicce Acquarica”, sottolinea l’assessore Natacha Pizzolante. “Pur non avendo il mare, riusciamo a tenere aperto l’Infopoint tutto l’anno e ad attrarre turisti per la bellezza dei centri storici e dei beni monumentali”.

26 DICEMBRE LA FOCARA DI GAGLIANO

E’ una focara laica (non dedicata ad alcun Santo) la Focara di Gagliano del Capo: “Inizialmente era programmata per il 24”, dice il presidente del comitato, Tommaso Ardito, accompagnato dagli altri componenti, Salvatore Giaquinto e Francesco Fersini, “ma poi abbiamo deciso di spostarla al 26 per avere maggiore partecipazione. E’ una grande festa di comunità che riesce a coinvolgere tutto il paese e quest’anno abbiamo ospitato il concerto di Antonio Castrignanò”.

28 DICEMBRE LA FESTE TE LU FOCU A ZOLLINO

Il 28 dicembre arriva la Festa te lu Focu di Zollino, iscritta nel registro regionale delle Feste del fuoco Storiche. Ne hanno parlato il consigliere comunale con delega alla cultura e alle reti istituzionali, Daniele Coricciati e il presidente del comitato Paolo Tundo. “Cresciamo solo se ci confrontiamo con professionalità migliori di noi”, sottolinea il consigliere comunale Coricciati.

“Intorno al fuoco valorizziamo la gastronomia con il pisello nano di Zollino e la sceblasti, il pane impastato con la cipolla e le verdure, tipico di Zollino cui dedichiamo anche una sagra oltre che la nostra lingua grika”, dice il presidente del comitato, Paolo Tundo. “Infatti il fuoco viene acceso al termine di un corteo in cui alcuni attori recitano una favola in lingua grika. E’ una grande festa ravvivata anche dalla presenza degli emigranti che ritornano nel nostro paese”.

1 GENNAIO LA FOCARA DI CASTRIGNANO DEL CAPO

Accende la sua focara il primo gennaio Castrignano del Capo. “Anche questa è una festa laica”, sottolinea il vicesindaco, Valeria Ferraro. “Valorizziamo molto il lavoro dei giovani e dei volontari che sono il vero motore del nostro grande evento”. In particolare la vicesindaco ha ricordato Simone, un bravissimo volontario, che ha perso la vita sulla 275 mentre si recava al lavoro.

“Quest’anno”, sottolinea il presidente del comitato, “l’accesione della Focara è avvenuta al termine della marcia per la Pace per ricordare la fratellanza che unisce tutti i popoli del mondo. Ogni anno la nostra focara assume forme diverse. Il primo gennaio l’abbiamo costruita a forma di tre torri, il simbolo dei centri di Castrignano del Capo”.

16 GENNAIO LA REGINA: LA FOCARA DI NOVOLI

LA FOCARA di Novoli attorniata dall’amore, la passione e la devozione dei novolesi per il grande Sant’Antonio Abate, è la regina delle Focare, costruita con ben 30mila fascine di ulivo. Arde il 16 gennaio tra spettacolari fuochi pirotecnici.

19 GENNAIO LA FOCARA DI SAN LORENZO A LIZZANELLO

Ma non fa in tempo a spegnersi la Focara di Novoli, che già si accende una nuova focara, quella in onore di San Lorenzo patrono di Lizzanello, che lo festeggia come San Lorenzo del Terremoto. A presentarla è stato il presidente dell’Associazione Lycianellum che la organizza con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e i volontari dell’Associazione Paladini. “La nostra focara rischiava di scomparire, ma noi giovani l’abbiamo recuperata con tanto impegno perché crediamo nel valore delle tradizioni. L’accensione avviene tra fuochi d’artificio e musica e richiama tutto il paese”, sottolinea Gianmarco Mazzeo.

UN WEEK END DI FOCARE PER SANT’ANTONIO ABATE IN QUATTRO COMUNI

Nel week end successivo alla Focara di Novoli anche i paesi limitrofi Carmiano, Monteroni di Lecce, Porto Cesareo e Veglie festeggiano Sant’Antonio Abate accendendo la grande pira (quest’anno rimandate al 31 a causa del maltempo, tranne Carmiano).

27 GENNAIO LA FOCARA DI SAN NICETA DEL TERREMOTO

Il 27 gennaio si accende la Focara di San Niceta, costruita con le fascine di ulivo. “Il fuoco che si accende è il simbolo dello Spirito Santo che si rinnova e purifica”, sottolinea il parroco, don Salvatore Scardino.

“La Festa di settembre è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale della Regione Puglia”, annuncia il presidente Antonio De Santis, “e ora stiamo lavorando per far entrare la Focara nell’Archivio storico delle Feste e rituali del fuoco della Regione. Sarà molto ricco il programma di quest’anno con accensione della Focara con gioco di luci, danze e spettacolo pirotecnico. A seguire lo spettacolo di Giampaolo Catalano e le Sister s Cats”.

“Il culto di San Niceta a Melendugno, che è l’unico paese al mondo a festeggiarlo, è molto antico”, sottolinea Gabriele Calò. “Se ne ha traccia sin dal 1600. Ma la data da ricordare è il 28 gennaio del 1882 quando arrivarono da Venezia le relique del Santo, il suo avambraccio. E da allora si festeggia con una grande focara che è anche legata ai due terremoti che avvennero nel Salento il 20 febbraio 1743 e poi nel 1833 quando la gente scese in strada, si rifugiò nella chiesa per invocare il Santo e venne salvata dal terremoto. In quelle tragiche notti si accesero grandi falò”.

30 GENNAIO LA FOCRA DI SAN CIRO A GROTTAGLIE

Intanto cresce l’attesa per la grande FOCRA DI SAN CIRO a Grottaglie, che ha al suo centro addirittura due stanze costruite con impalcature di legno. La FOCRA sta divenendo attrattore culturale anche giorni prima dell’accensione, tanto che intere comitive si recano a Grottaglie per visitarla stando al video che ci è stato gentilmente inviato dall’assessore alla promozione territoriale, Giulio De Carolis.

16 FEBBRAIO LINGUA DI SANT’ANTONIO A CUTROFIANO

Anche Sant’Antonio da Padova ha la sua Focara. Festeggiano la Lingua di Sant’Antonio da Padova, trovata miracolosamente intatta, Cutrofiano e Borgagne.

A Cutrofiano non esiste una sola focara. “Noi non realizziamo un’unica grande focara ma tante piccole focare che si accendono al passaggio della processione. Quando ero piccolo io, ce n’erano circa 100. Oggi siamo arrivati a mantenerne una cinquantina”, spiega il sindaco di Cutrofiano, Luigi Melissano. “Spesso ci chiediamo se dobbiamo fare un’unica grande focara, ma noi vogliamo che la nostra festa resti autentica: viene organizzata per la nostra comunità, tanto che non esiste un comitato, ma si organizzano tanti comitati spontanei rionali, che realizzano le piccole focare, dando spettacoli musicali di diversi generi, dal reggae alle ronde di pizzica. Siamo felici di restare autentici e di accogliere i viaggiatori che vorranno venirci a trovare. Cutrofiano è peraltro legata a Grottaglie, grazie al progetto Città della Ceramica, lanciato dall’assessore regionale di riferimento di allora, Alessandro Delli Noci”.

20 FEBBRAIO SAN CESARIO I 13 FUOCHI DI SAN CESARIO

“Sono 13 i fuochi che vengono accesi in onore di San Cesario, il Santo patrono di San Cesario: 13 quanti sono stati gli anni di carcere prima che venisse martirizzato. E’ una cerimonia molto suggestiva”, sottolinea il sindaco, Giuseppe Distante. “La nostra festa invernale ci permette di accendere i riflettori su una città ricca di monumenti e di storia come l’elegante palazzo baronale, che, restaureremo grazie ad un finanziamento, la distilleria De Giorgi, destinata a divenire un Museo dell’alcol, uno dei pochi in Puglia per non dire l’unico e le sue stupende chiese”.

28 FEBBRAIO LA LUNGUA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA A BORGAGNE

“In genere la nostra focara si svolge il 17 febbraio, ma per vari motivi è stata rimandata quest’anno al 28 febbraio”, sottolinea il presidente del Comitato Feste di Borgagne, Alessandro Sicuro, accompagnato da don Salvatore Scardino e dall’assessore al turismo, Francesco Stella.

“La focara, viene costruita con rotoballe e fascine di ulivo e viene accesa tra fuochi d’artificio e spettacoli musicali. Un tempo si faceva in piazza. Abbiamo foto bellissime quando ancora la nostra piazza non era pavimentata. La nostra Borgagne è molto devota al suo Sant’Antonio da Padova, tanto che lo festeggia ben tre volte: a febbraio, il 13 giugno e il 28 agosto con una grande festa civile, che segnava la fine dei lavori nei campi”.

18 MARZO IL FALO’ DI SAN GIUSEPPE A ERCHIE CHIUDE LA LUNGA SCIA DELLE FESTE DEL FUOCO E ANNUNCIA LA PRIMAVERA

Chiude la lunga scia delle feste del fuoco, segnando la fine dell’inverno e l’arrivo della Primavera il Falò di San Giuseppe a Erchie, chiamato in dialetto FANO’.

“Erchie è famosa per il Santuario di Santa Lucia, meta di pellegrinaggio per le sue sorgenti miracolose con cui i fedeli sono soliti bagnarsi gli occhi,” esordisce il sindaco. “Assieme a Santa Lucia noi ercolani siamo molto devoti anche a San Giuseppe cui dedichiamo le mattre. Una volta c’erano tante piccole fanoie. Vent’anni fa demmo fiducia a un gruppo di giovani, gli Amici del Falò di San Giuseppe, che decisero di costruire un unico grande falò: viene acceso la sera della vigilia il 18 marzo, al termine di una sentita processione accompagnata dalla banda e dallo spettacolo pirotecnico. E’ stato bello condividere lo scorso anno la nostra festa con un gruppo di giornalisti tedeschi e italiani ospiti di un Educational per giornalisti. Noi crediamo molto nell’importanza di fare RETE, tanto che, anche con l’aiuto della giornalista salentina Carmen Mancarella, abbiamo creato la RETE I TESORI DEL SALENTO con l’obiettivo di far conoscere ai viaggiatori la bellezza del nostro territorio e delle sue strutture ricettive”.

Prosegue il presidente del Comitato Amici del Falò di San Giuseppe, Leonardo Carrozzo: “Dopo l’accensione del Falò, la nostra Festa prosegue il 19 marzo con le Mattre di San Giuseppe: per le vie del centro vengono imbandite le Tavole con le tredici pietranze delle tradizione come i carciofi in pastella, pasta e ceci… Tutte le pietanze vengono offerte gratuitamente ai fedeli che arrivano a Erchie per la nostra bella e sentita festa”.

Una lunga scia di luce riscalda dunque l’inverno salentino fino a Primavera per tutti i viaggiatori che vogliano scoprire il volto di un Salento autentico e accogliente sia d’estate che d’inverno.