Al concerto dei Boomdabash Il padre di Payà (Paolo Pagano) Racconta le difficoltà del figlio Per arrivare al successo

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« E pensare che se avessi comprato l’auto a mio figlio e non la pianola, forse, ora non saremmo qui ». Ha gli occhi lucidi Donato Pagano, il papà di uno dei componenti dei Boomdabash, Paolo, in arte Payà. A Trepuzzi, dove Paolo è nato, sta per iniziare il concerto del gruppo musicale, tra i più amati dai giovani, i Boomdash il cui nome significa Esplodi il colpo. Ospite sarà Sergio Silvestre, vincitore di Amici nel 2016.

Arrivati all’11mo posto a Sanremo 2019 con la canzone Per un milione, i Boomdabash imperversano con Mambo salentino, solista, Alessadra Amoroso, dopo il successo della scorsa estate di Non ti dico no con Loredana Bertè. Biggie Bash (Angelo Rogoli), voce, Payà (Paolo Pagano), voce, Blazon (Angelo Cisternino) dj, Mr Ketra (Fabio Clemente) beatmaker sono alle prese con le prove tecniche per dare il via al concerto più atteso dell’estate salentina, inserito nel Festival Bandeasud, ideato dal sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Taurino e dal direttore artistico Gioacchino Palma per valorizzare il patrimonio musicale della tradizione bandistica di questa particolare area del Salento. « Sono emozionato », confida il sindaco. « Ricordo Paolo da piccolo e ora sono felice di vederlo così affermato ».

In attesa che inizi il concerto ci scambiamo qualche parola con il padre di Paolo : « Io e sua madre Rosina », ricorda il padre, « eravamo contrari che lui coltivasse la sua passione : la musica. Sognavamo che diventasse un medico, un avvocato… Insomma, volevamo che si iscrivesse all’Università. Ma lui stava tutto il giorno in casa a suonare e spesso trascurava i compiti. Aveva solo 16 anni quando mi chiese di comprargli una pianola sofisticatissima. Costava 12mila euro ! Io esclamai : « Non è meglio che ti compro la macchina ? ». Ma lui insistette così tanto che alla fine mi convinse e lo accontentai. Se non gliel’avessi comprata ora non saremmo qui ».

« Noi avremmo voluto che andasse all’Università, dibadisce il padre. « E’ il nostro unico figlio e a Padova ha uno zio medico che a sua volta non ha figli. Avrebbe studiato lì medicina per fare una carriera da professionista. Invece, eccolo qui. Ha realizzato il suo sogno, ha lottato contro tutte le difficoltà ».

Che tipo di difficoltà ?

« La strada è stata tutta in salita. Ci sono stati momenti molto duri. Ma un giorno, era nel 2011, Paolo mi chiama e fa : andiamo via, per cantare all’MTV. Ma torniamo subito. Poi mi chiama ancora e mi dice : papà siamo entrati in finale, restiamo ancora qualche giorno. Infine, mi chiama ancora e dice : Abbiamo vintoo ! E da quel momento abbiamo visto che stava per realizzare il suo sogno ! La verità è che Paolo è stato un ragazzo molto amato da noi genitori e soprattutto dai nonni e dagli zii. In lui rivedo una parte di me, che pur lavorando al Comune, continuo a dipingere e amo tanto l’arte. Anche la musica è arte ».

Ora Payà è felice e realizzato, ma, lei, come genitore, non è preoccupato che il successo duri poco ?

«Io gli dico sempre : figlio mio, ora il telefonino ti squilla continuamente. Tutti vi cercano, tutti vi vogliono. Ma non dimenticare mai i nostri insegnamenti e soprattutto quelli di tua nonna, Maria Teresa, cui tu sei molto legato: C’è un proverbio in dialetto salentino che dice : « Risparmia la farina quandu la mattra è china, quandu lu funnu pare, nu serve lu sparagnare ». Vuol dire : « Risparmia la farina quando la madia è piena, quando appare il fondo, non serve più il risparmiare ». Paolo è tanto legato alla sua nonna Maria Teresa, mia madre e anche ai suoi nonni materni, Assunta e Luigi, che purtroppo non ci sono più ».

La mia mamma è un po’ acciaccata, ma è lucida. E’ una bella mente ».

E ora andiamo a cercare la nonna di Paolo. Eccola seduta sul davanzale della sua casa, a due passi dalla chiesa madre di Trepuzzi, dove si sta celebrando la Messa in onore della Madonna dell’Assunta, che il paese festeeggia ogni anno di Ferragosto. Maria Teresa è felice e fiera del successo del nipote, ma al tempo stesso un po’ delusa. « Ho aspettato Paolo per tutto il pomeriggio. Non sono andata a dormire. Mi aveva promesso che sarebbe venuto a trovarmi, prima del concerto. Ma non è venuto. Pazienza, lui è un ragazzo dolcissimo. Me lo sono cresciuto con tanto amore. Lui e i suoi cuginetti venivano sempre a giocare qui da me ».

Ricorda la zia, Giusy Pagano, sorella minore del padre e maestra elementare: « Quando Paolo suonava, i vicini andavano dai genitori e si lamentavano. Per questo, mio fratello e mia cognata decisero di costruire una stanza insonorizzata tutta per lui, su al primo piano della casa. A volte, Paolo non andava bene a scuola. Allora i genitori lo sgridavano. Ma lui proseguiva, deciso, per la sua strada. Credo che il momento più difficile lo abbia passato dopo il diploma, quando comunicò ai suoi che non intedeva continuare gli studi, ma dedicarsi solo alla musica ».

« Questa storia di Paolo deve indurre noi tutti genitori a fare una riflessione : dobbiamo valorizzare i talenti dei nostri figli ». « E i Bomdabash hanno grande talento. Se ne parla molto nel mondo dei musicisti professionisti», interviene Paolo Rango, zio di Paolo, che tra il ’75 e il ’77 è stato il chitarrista di Renato Zero. 

Dice la nonna : « Tutto è successo così in fretta, così rapidamente ».

Ma, se Paolo, tra prove e interviste, non è riuscito a salutare la nonna prima del concerto, ci ha pensato la compagna Valentina Pisconti, estetista di Maruggio, 33 anni con cui sta insieme da ben sette anni. « Ci siamo conosciuti su FB » racconta. « A me piaceva la sua musica, lo seguivo ai concerti. All’inizio non sapevo neanche che fosse lui. L’ho scoperto dopo quando abbiamo iniziato a frequentarci. Figli ? Per ora non ci pensiamo ».

Il successo vi ha cambiato la vita ?

« Moltissimo. Tutti cercano Paolo, tutti lo vogliono. Ma restiamo umili e facciamo la vita di sempre ».

Paolo prima del concerto ha dichiarato : « Il successo ha limitato la mia libertà. Quello che mi manca è di riuscire a stare al mare senza essere fotografato. Mi riconoscono subito… sicuramente a causa della mia chioma colorata ». E sorride.

Riprende Valentina : « Paolo è un tipo molto romantico. A San Valentino ha regalato i fiori a me, a sua madre e alla nonna. Dei due io sono la più dura o per lo meno mi sforzo di esserlo. Poi mi sciolgo subito ».

Intanto dalla nonna arrivano anche gli amici di sempre. Vengono da San Pietro Vernotico e dicono : « Dopo il grande successo a Sanremo, Paolo è venuto a cercarci per stare un po’ insieme. Il successo non gli ha fatto montare la testa, ma è rimasto il ragazzo di sempre ».

Inizia il concerto, la folla arriva, sempre più numerosa. Sembra un fiume in piena. Dal balcone le amiche Lina Perrone e Anna Petrachi cercano di godersi il concerto dall’alto. Ma sono troppo distanti e non riescono a vedere il palco. Tra bibite ghiacciate e tarallini, loro ascoltano e commentano. Non si perderebbero il concerto dei Boomdabash neppure Per un milione. E sono in 30mila.

 

Al concerto dei Boomdabash Il padre di Payà (Paolo Pagano) Racconta le difficoltà del figlio Per arrivare al successo

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« E pensare che se avessi comprato l’auto a mio figlio e non la pianola, forse, ora non saremmo qui ». Ha gli occhi lucidi Donato Pagano, il papà di uno dei componenti dei Boomdabash, Paolo, in arte Payà. A Trepuzzi, dove Paolo è nato, sta per iniziare il concerto del gruppo musicale, tra i più amati dai giovani, i Boomdash il cui nome significa Esplodi il colpo. Ospite sarà Sergio Silvestre, vincitore di Amici nel 2016.

Arrivati all’11mo posto a Sanremo 2019 con la canzone Per un milione, i Boomdabash imperversano con Mambo salentino, solista, Alessadra Amoroso, dopo il successo della scorsa estate di Non ti dico no con Loredana Bertè. Biggie Bash (Angelo Rogoli), voce, Payà (Paolo Pagano), voce, Blazon (Angelo Cisternino) dj, Mr Ketra (Fabio Clemente) beatmaker sono alle prese con le prove tecniche per dare il via al concerto più atteso dell’estate salentina, inserito nel Festival Bandeasud, ideato dal sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Taurino e dal direttore artistico Gioacchino Palma per valorizzare il patrimonio musicale della tradizione bandistica di questa particolare area del Salento. « Sono emozionato », confida il sindaco. « Ricordo Paolo da piccolo e ora sono felice di vederlo così affermato ».

In attesa che inizi il concerto ci scambiamo qualche parola con il padre di Paolo : « Io e sua madre Rosina », ricorda il padre, « eravamo contrari che lui coltivasse la sua passione : la musica. Sognavamo che diventasse un medico, un avvocato… Insomma, volevamo che si iscrivesse all’Università. Ma lui stava tutto il giorno in casa a suonare e spesso trascurava i compiti. Aveva solo 16 anni quando mi chiese di comprargli una pianola sofisticatissima. Costava 12mila euro ! Io esclamai : « Non è meglio che ti compro la macchina ? ». Ma lui insistette così tanto che alla fine mi convinse e lo accontentai. Se non gliel’avessi comprata ora non saremmo qui ».

« Noi avremmo voluto che andasse all’Università, dibadisce il padre. « E’ il nostro unico figlio e a Padova ha uno zio medico che a sua volta non ha figli. Avrebbe studiato lì medicina per fare una carriera da professionista. Invece, eccolo qui. Ha realizzato il suo sogno, ha lottato contro tutte le difficoltà ».

Che tipo di difficoltà ?

« La strada è stata tutta in salita. Ci sono stati momenti molto duri. Ma un giorno, era nel 2011, Paolo mi chiama e fa : andiamo via, per cantare all’MTV. Ma torniamo subito. Poi mi chiama ancora e mi dice : papà siamo entrati in finale, restiamo ancora qualche giorno. Infine, mi chiama ancora e dice : Abbiamo vintoo ! E da quel momento abbiamo visto che stava per realizzare il suo sogno ! La verità è che Paolo è stato un ragazzo molto amato da noi genitori e soprattutto dai nonni e dagli zii. In lui rivedo una parte di me, che pur lavorando al Comune, continuo a dipingere e amo tanto l’arte. Anche la musica è arte ».

Ora Payà è felice e realizzato, ma, lei, come genitore, non è preoccupato che il successo duri poco ?

«Io gli dico sempre : figlio mio, ora il telefonino ti squilla continuamente. Tutti vi cercano, tutti vi vogliono. Ma non dimenticare mai i nostri insegnamenti e soprattutto quelli di tua nonna, Maria Teresa, cui tu sei molto legato: C’è un proverbio in dialetto salentino che dice : « Risparmia la farina quandu la mattra è china, quandu lu funnu pare, nu serve lu sparagnare ». Vuol dire : « Risparmia la farina quando la madia è piena, quando appare il fondo, non serve più il risparmiare ». Paolo è tanto legato alla sua nonna Maria Teresa, mia madre e anche ai suoi nonni materni, Assunta e Luigi, che purtroppo non ci sono più ».

La mia mamma è un po’ acciaccata, ma è lucida. E’ una bella mente ».

E ora andiamo a cercare la nonna di Paolo. Eccola seduta sul davanzale della sua casa, a due passi dalla chiesa madre di Trepuzzi, dove si sta celebrando la Messa in onore della Madonna dell’Assunta, che il paese festeeggia ogni anno di Ferragosto. Maria Teresa è felice e fiera del successo del nipote, ma al tempo stesso un po’ delusa. « Ho aspettato Paolo per tutto il pomeriggio. Non sono andata a dormire. Mi aveva promesso che sarebbe venuto a trovarmi, prima del concerto. Ma non è venuto. Pazienza, lui è un ragazzo dolcissimo. Me lo sono cresciuto con tanto amore. Lui e i suoi cuginetti venivano sempre a giocare qui da me ».

Ricorda la zia, Giusy Pagano, sorella minore del padre e maestra elementare: « Quando Paolo suonava, i vicini andavano dai genitori e si lamentavano. Per questo, mio fratello e mia cognata decisero di costruire una stanza insonorizzata tutta per lui, su al primo piano della casa. A volte, Paolo non andava bene a scuola. Allora i genitori lo sgridavano. Ma lui proseguiva, deciso, per la sua strada. Credo che il momento più difficile lo abbia passato dopo il diploma, quando comunicò ai suoi che non intedeva continuare gli studi, ma dedicarsi solo alla musica ».

« Questa storia di Paolo deve indurre noi tutti genitori a fare una riflessione : dobbiamo valorizzare i talenti dei nostri figli ». « E i Bomdabash hanno grande talento. Se ne parla molto nel mondo dei musicisti professionisti», interviene Paolo Rango, zio di Paolo, che tra il ’75 e il ’77 è stato il chitarrista di Renato Zero. 

Dice la nonna : « Tutto è successo così in fretta, così rapidamente ».

Ma, se Paolo, tra prove e interviste, non è riuscito a salutare la nonna prima del concerto, ci ha pensato la compagna Valentina Pisconti, estetista di Maruggio, 33 anni con cui sta insieme da ben sette anni. « Ci siamo conosciuti su FB » racconta. « A me piaceva la sua musica, lo seguivo ai concerti. All’inizio non sapevo neanche che fosse lui. L’ho scoperto dopo quando abbiamo iniziato a frequentarci. Figli ? Per ora non ci pensiamo ».

Il successo vi ha cambiato la vita ?

« Moltissimo. Tutti cercano Paolo, tutti lo vogliono. Ma restiamo umili e facciamo la vita di sempre ».

Paolo prima del concerto ha dichiarato : « Il successo ha limitato la mia libertà. Quello che mi manca è di riuscire a stare al mare senza essere fotografato. Mi riconoscono subito… sicuramente a causa della mia chioma colorata ». E sorride.

Riprende Valentina : « Paolo è un tipo molto romantico. A San Valentino ha regalato i fiori a me, a sua madre e alla nonna. Dei due io sono la più dura o per lo meno mi sforzo di esserlo. Poi mi sciolgo subito ».

Intanto dalla nonna arrivano anche gli amici di sempre. Vengono da San Pietro Vernotico e dicono : « Dopo il grande successo a Sanremo, Paolo è venuto a cercarci per stare un po’ insieme. Il successo non gli ha fatto montare la testa, ma è rimasto il ragazzo di sempre ».

Inizia il concerto, la folla arriva, sempre più numerosa. Sembra un fiume in piena. Dal balcone le amiche Lina Perrone e Anna Petrachi cercano di godersi il concerto dall’alto. Ma sono troppo distanti e non riescono a vedere il palco. Tra bibite ghiacciate e tarallini, loro ascoltano e commentano. Non si perderebbero il concerto dei Boomdabash neppure Per un milione. E sono in 30mila.