“ItaWay”: il Salento sulle orme di Marco Polo

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Il made in Salento conquista la Cina. Grande successo per la Cantina Fabio Cordella all’inaugurazione di ItaWay: il progetto di promozione ed inserimento delle PMI italiane nel mercato asiatico.

La vitivinicola Cordella con sede a Novoli in provincia di Lecce, di proprietà dall’imprenditore Fabio Cordella, unica azienda pugliese a sbarcare a Wuhan in Cina, per promuovere la carta de “Vini da Campione”, che annovera nel suo dream team prodotto nei vitigni doc salentini, tra Salice, Copertino e Novoli, tra negramaro, primitivo, verdeca e chardonnay, le firme di fuoriclasse ed ex stelle del calcio internazionale come Ronaldinho, Snejder, Zamorano, Candela e Buffon.

Il tour in Cina per la delegazione italiana composta da imprenditori e giornalisti, è iniziato venerdì 22 giugno, con la visita guidata al “progetto 636” nome in codice del secondo grattacielo più alto dell’Asia, costruito nella città di Wuhan, sulle sponde del fiume Azzurro, da “Greenland Holdings Group”, maggiore player a livello cinese e mondiale di sviluppo e gestione urbanistico-immobiliare.

Il giorno dopo è seguita l’apertura ufficiale dell’Italian Village, con il saluto dell’autorità, la presentazione del format, seguita da esibizioni folkloristiche, culturali e interventi sul tema import/export di buyer italiani già presenti sul mercato cinese. La manifestazione si è conclusa domenica 24.

In questo contesto, in continua e veloce evoluzione con cambiamenti nelle dinamiche sociali e di marketing non paragonabili attualmente nei paesi europei, si inserisce il programma “Itaway”, nato nel 2014 dall’idea del suo presidente Liu Song e realizzato dalle aziende cinesi "Tongling Dingliang Business Co, Ltd" e “Greenland Holding Corp” in collaborazione con la Camera di Commercio italiana a Shanghai.

ItaWay si pone l’obiettivo di portare in Cina le piccole e medie imprese italiane, offrendo negli Italian village, come quello di Wuhan City, capitale della provincia centro-orientale di Hubei, numerosi complessi architettonici a tema, all’interno dei quali aziende italiane potranno aprire le loro attività commerciali, e ospitare eventi e manifestazioni per una promozione del made in Italy a 360° sul mercato cinese. Inoltre il design delle piattaforme è interamente ideato dallo studio dell’architetto italiano Leonello Zago.

Ma cosa vuol dire concretamente “portare le PMI italiane in Cina”? Inserire le aziende in Cina significa registrare l’azienda e il marchio presso il registro delle imprese cinese, mettendole nelle condizioni per poter gestire in prima persona e non tramite terzi il proprio ingresso e la crescita nel mercato cinese, con spazi commerciali propri, personale cinese formato sul prodotto, strategie di vendita su misura per questo mercato. Il progetto vuole quindi creare nelle principali città cinesi di 2° fascia (tutti centri con popolazione compresa tra 10 e 20 milioni di abitanti) delle piattaforme logistiche, consultive, architettoniche commerciali, culturali e turistiche nelle quali far convogliare le PMI italiane.

Andrea Tafuro

“ItaWay”: il Salento sulle orme di Marco Polo

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Il made in Salento conquista la Cina. Grande successo per la Cantina Fabio Cordella all’inaugurazione di ItaWay: il progetto di promozione ed inserimento delle PMI italiane nel mercato asiatico.

La vitivinicola Cordella con sede a Novoli in provincia di Lecce, di proprietà dall’imprenditore Fabio Cordella, unica azienda pugliese a sbarcare a Wuhan in Cina, per promuovere la carta de “Vini da Campione”, che annovera nel suo dream team prodotto nei vitigni doc salentini, tra Salice, Copertino e Novoli, tra negramaro, primitivo, verdeca e chardonnay, le firme di fuoriclasse ed ex stelle del calcio internazionale come Ronaldinho, Snejder, Zamorano, Candela e Buffon.

Il tour in Cina per la delegazione italiana composta da imprenditori e giornalisti, è iniziato venerdì 22 giugno, con la visita guidata al “progetto 636” nome in codice del secondo grattacielo più alto dell’Asia, costruito nella città di Wuhan, sulle sponde del fiume Azzurro, da “Greenland Holdings Group”, maggiore player a livello cinese e mondiale di sviluppo e gestione urbanistico-immobiliare.

Il giorno dopo è seguita l’apertura ufficiale dell’Italian Village, con il saluto dell’autorità, la presentazione del format, seguita da esibizioni folkloristiche, culturali e interventi sul tema import/export di buyer italiani già presenti sul mercato cinese. La manifestazione si è conclusa domenica 24.

In questo contesto, in continua e veloce evoluzione con cambiamenti nelle dinamiche sociali e di marketing non paragonabili attualmente nei paesi europei, si inserisce il programma “Itaway”, nato nel 2014 dall’idea del suo presidente Liu Song e realizzato dalle aziende cinesi "Tongling Dingliang Business Co, Ltd" e “Greenland Holding Corp” in collaborazione con la Camera di Commercio italiana a Shanghai.

ItaWay si pone l’obiettivo di portare in Cina le piccole e medie imprese italiane, offrendo negli Italian village, come quello di Wuhan City, capitale della provincia centro-orientale di Hubei, numerosi complessi architettonici a tema, all’interno dei quali aziende italiane potranno aprire le loro attività commerciali, e ospitare eventi e manifestazioni per una promozione del made in Italy a 360° sul mercato cinese. Inoltre il design delle piattaforme è interamente ideato dallo studio dell’architetto italiano Leonello Zago.

Ma cosa vuol dire concretamente “portare le PMI italiane in Cina”? Inserire le aziende in Cina significa registrare l’azienda e il marchio presso il registro delle imprese cinese, mettendole nelle condizioni per poter gestire in prima persona e non tramite terzi il proprio ingresso e la crescita nel mercato cinese, con spazi commerciali propri, personale cinese formato sul prodotto, strategie di vendita su misura per questo mercato. Il progetto vuole quindi creare nelle principali città cinesi di 2° fascia (tutti centri con popolazione compresa tra 10 e 20 milioni di abitanti) delle piattaforme logistiche, consultive, architettoniche commerciali, culturali e turistiche nelle quali far convogliare le PMI italiane.

Andrea Tafuro